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Politica della Qualità

IO STO CON CHI CAMMINA PIANO

Documento della “politica” della cooperativa sociale Irene ’95 per il triennio 2019-2021

 

logo irene 95 coop onlus

In un momento storico nel quale sempre più si fa riferimento al termine “politica” con accezione negativa, intendendo per essa un sistema grigio di interessi personali, clientelari e “di bottega”, la cooperativa sociale Irene ’95 intende ribadire con forza e coraggio l’alta considerazione della poli-tica come espressione più alta dell’interesse dei singoli e della collettività per i beni comuni, per la democrazia e per la solidarietà come modello efficace di convivenza.

«Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è la politica. sor-tirne da soli è l'avarizia». Questa espressione, mutuata dalla Scuola di Barbiana, accompagna fin dagli anni iniziali la storia della nostra compagine ed è ispiratrice del nostro impegno per un lavo-ro sociale che non tradisca mai lo slancio ideale del servizio per i più deboli e fragili.
Tale impegno si rinnova e si concretizza, per il prossimo triennio, nello slogan "Io sto con chi cammina piano", che ci sembra esprimere al meglio la nostra rinnovata volontà di "stare dalla parte degli ultimi" che nella frenetica corsa per "arrivare primi" (in tutti i sensi) rischiano di rima-nere definitivamente indietro, mentre si affermano sempre più logiche egoistiche, discriminato-rie, escludenti.

La vision e la mission:
Ribadiamo la nostra visione del mondo e dell'operare in esso nell'ottica della solidarietà che, lungi dal risolversi nella beneficenza e nell'elemosina, rappresenta un modello efficace e un obiettivo perseguibile di convivenza, nella logica dello sviluppo di comunità.
Questa vision si concretizza operativamente nella promozione e gestione di servizi, iniziative e at-tività socio-assistenziali a vantaggio delle fasce sociali più deboli, con una scelta privilegiata per i minori e le famiglie.

I principi e gli "ideali" cooperativi
A fondamento di ogni attività della cooperativa abbiamo posto i principi operativi che vogliamo che caratterizzino le nostre pratiche quotidiane:
a. Centralità della persona. Ogni persona, in quanto tale, ha una dignità ed è portatrice di valori.
b. Apertura alla diversità. La diversità è una ricchezza che va riconosciuta e accolta nel rispetto della libertà di ciascuno.
c. Reciprocità. Ogni persona si realizza in quanto soggetto in relazione con l’altro e in questo modo è impegnata nella promozione della comunità.
d. Servizio. Tutte le attività della cooperativa sono improntate al principio evangelico del servizio.
e. Operatori di pace. Ogni socio della cooperativa si impegna ad essere un operatore di pace nei diversi contesti in cui si trova a vivere ed operare.

La cooperativa, inoltre, aderisce a Federsolidarietà-Confcooperative condividendone i principi di identità cooperativa:
- Gestione democratica e partecipata. I rapporti tra le persone e l’organizzazione dell’impresa sono improntati ai criteri di mutualità e di partecipazione democratica. Inoltre, la cooperativa punta a promuovere e valorizzare l’apporto e ad integrare anche nella base sociale i diversi soggetti (lavoratori retribuiti, volontari, sovventori, fruitori) coinvolti nelle attività.
-Parità di condizioni tra i soci. Tutti i soci, a prescindere dalla loro configurazione nella compa-gine sociale (lavoratori, volontari, sovventori, fruitori…) hanno uguali diritti e doveri. Le even-tuali minori entrate, conseguenza di iniziative non sufficientemente remunerative, debbono ri-verberarsi in modo omogeneo su tutta la base sociale.
-Trasparenza gestionale. Ogni azione dei singoli amministratori e degli organismi di governo è improntata a criteri di trasparenza gestionale, promuovendo e valorizzando al massimo ogni forma di partecipazione e di informazione.

Idee generatrici e principi specifici
Un lavoro condiviso di riflessione, confronto e condivisione, ha portato i soci e gli operatori della cooperativa sociale Irene '95 ad individuare alcune idee generatrici e principi specifici che li gui-deranno per il prossimo triennio:

• Rallentare e stare al passo
La vita corre e le persone più in difficoltà (per questioni economiche, di salute, di relazioni fa-miliari, di contesto socio-ambientale) rimangono indietro. Profitto ed efficienza sono gli impe-rativi di una società capitalisticamente globalizzata che, anche a livello locale, non ha più ri-sorse (economiche e umane) da dedicare ai più poveri, neanche solo in termini di attenzione ai loro bisogni. Spesso chi ha il compito istituzionale di occuparsi dei più deboli (la politica, i ser-vizi), "guarda da un'altra parte" e tutto si appiattisce in un disinteresse generalizzato anche per le situazioni più problematiche, fino al punto che gli stessi soggetti fragili non fanno più appel-lo al loro diritto di essere tutelati.
C'è chi "rallenta il passo" anche nella compagine sociale, e ha bisogno di essere ascoltato, ac-colto, accompagnato. Ognuno ha i il suo passo e i suoi tempi e questo non vuol dire necessa-riamente che abbia particolari difficoltà e non è detto che il nostro passo e la nostra velocità sia quella giusta ed efficace.
E' necessario fermare la corsa, guardarsi intorno, e so-stare con quanti fanno fatica a cammi-nare. E' necessario rimettere costantemente al centro della nostra attività (del nostro lavoro) il cuore, se non vogliamo cedere alla routine e alla sclerotizzazione dei nostri servizi.

 

• Andare controcorrente
Stare con chi cammina piano significa, oggi, anche saper andare controcorrente. Stare con co-raggio dalla parte dei più deboli anche quando ciò è impopolare e poco "redditizio" dal punto di vista imprenditoriale. Vuol dire esprimere con fermezza le proprie convinzioni e posizioni nel dibattito pubblico sui problemi di attualità. Vuol dire esprimere ed esigere trasparenza nel-le proprie condotte e procedure. Vuol dire, anche, "farsi riconoscere" dalla comunità per quan-to di buono e positivo si può esprimere.
E' necessario dotarsi di professionalità e strumenti giusti ed adeguati per esprimere al meglio la scelta imprenditoriale del servizio sociale.

 

• Servizi "di qualità"
La scelta di dotarsi di un sistema "di qualità" non risponde soltanto alla necessità di adempiere ad alcuni impegni e passaggi burocratico-istituzionali, magari finalizzati alla partecipazione al-le gare o al convenzionamento per i servizi. E' innanzitutto convinzione che il lavoro al servizio dei più deboli e fragili richiede uno sforzo ulteriore di professionalità e competenza, se non vuole ridursi ad un buonismo caritatevole che rischia di cronicizzare esclusione ed emargina-zione. E' impegno per "ottimizzare" tempi e risorse a vantaggio dell'efficacia ed efficienza del lavoro-servizio. E' necessità di tradurre in procedure e pratiche operative qualitativamente elevate i principi ai quali diciamo di ispirarci senza che essi si risolvano in sterili affermazioni e slogan poetici.
E' necessario un ulteriore impegno di riflessione sull'ottimizzazione delle risorse umane e ope-rativo nella gestione/esecuzione delle procedure di qualità previste dal sistema interno.

 

Scelte politiche e operative conseguenti
Coerentemente con le idee generatrici e i principi ispiratori sopra esposti, la cooperativa sarà im-pegnata, nel prossimo triennio, sulle seguenti direttrici, che si concretizzeranno ulteriormente ne-gli obiettivi annuali, individuati e redatti, nella logica della nuova norma ISO 9001:2015, con l'at-tenzione posta sul rapporto, per ciascuno, rischi/benefici e minacce/opportunità.
1. Riprendere/rifare una lettura attenta del territorio d'elezione della cooperativa, con l'atten-zione posta sui bisogni e sulle domande emergenti piuttosto che su quanto già facciamo come attività e servizi.
2. investire maggiormente, impegnandosi a trovarne le risorse economiche, in risorse umane ed economiche, per le attività e i servizi che più e meglio esprimono la "vocazione"/mission della cooperativa, chiarificando ancora meglio il modello di intervento, tra cura ed educazione.
3. Puntare maggiormente sul riconoscimento pubblico delle nostre competenze specifiche e del nostro ruolo operativo rispetto a queste competenze, trovando modalità e strumenti adeguati.
4. Trovare il giusto equilibrio tra finanziamenti pubblici, fund raising e finanziamenti privati per dare continuità/stabilità ai servizi e agli operatori in essi impegnati.
5. Valorizzare e responsabilizzare di più e meglio i soci.
6. Individuare modalità, tempi e strumenti per condividere i modelli di vita che professiamo.

 

Obiettivi 2018-19

  • Piena implementazione delle attività di "Casa Momo", comunità educativa a dimensione fami-liare.
  • Valorizzazione del coordinamento delle attività attraverso la calendarizzazione di incontri di coordinamento generale dei servizi della cooperativa.
  • Incrementare i momenti di condivisione comunitaria della cooperativa attraverso incontri quadrimestrali di aggiornamento/formazione e condivisione comunitaria.
  • Dare incremento e stabilizzazione alle attività di fundraising esplorando la possibilità di farlo con personale interno o ricorrendo a personale esterno.
  • Valorizzare e responsabilizzare di più e meglio i soci.
  • Stilare la nuova carta dei servizi della cooperativa.
  • Incrementare la presenza sul territorio anche attraverso la collaborazione con periodici on line e cartacei.

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